RIFORMA DEI REATI AGROALIMENTARI

#ddl #società #agroalimentare

Tempo di lettura: 3 minuti

di Andrea Scarpellini, Mattia Miglio e Filippo de Bartolomeis
(foto di copertina)

COS’È E COSA PREVEDE IL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DEI REATI AGROALIMENTARI E LE CONSEGUENTI RESPONSABILITÀ DELLE SOCIETÀ?

È stato presentato in Parlamento un nuovo disegno di legge di riforma dei reati agroalimentari. Ma cosa prevede sul lato pratico tale riforma? Prima di tutto la riorganizzazione sistematica delle categorie dei reati in materia alimentare, la rivisitazione del sistema sanzionatorio contro le frodi alimentari e l’inclusione di molti reati in ambito agroalimentare tra quelli che possono comportare la responsabilità “penale” delle società (D. Lgs. 231/2001).

D.LGS. 231/2001

Il richiamato D. Lgs. 231/2001 prevede, oltre alla responsabilità penale della persona fisica autrice del reato, una responsabilità sostanzialmente penale della società in cui la persona fisica opera qualora il reato sia stato commesso (anche) nell’interesse o a vantaggio della società stessa.

Responsabilità che si differenzia per:
• tipologie ed entità delle sanzioni (pecuniarie e interdittive)
• per modalità di accertamento

PIÙ SALUTE E IGIENE ALIMENTARE

In aggiunta, sempre in un’ottica di implementazione della tutela della salute pubblica e dell’igiene alimentare, il disegno di legge propone – sulla falsariga della disciplina attuale in materia di salute e sicurezza sul lavoro – anche l’introduzione di un cosiddetto modello organizzativo appositamente dedicato alle imprese alimentari in forma societaria (con alcune semplificazioni previste per le imprese di modeste dimensioni) che sia in grado di garantire la gestione e il controllo del rischio alimentare in tutte le fasi dell’attività imprenditoriale.

MODELLO ORGANIZZATIVO SPECIALE

Come evidente, in caso di approvazione della riforma, l’adozione di un modello organizzativo “speciale” per il settore alimentare dovrà necessariamente armonizzarsi con l’adozione del tradizionale “modello 231” – che mira, come detto, a tutelare reati anche non del settore agroalimentare – dando così avvio a un unico e integrato sistema di compliance che sia idoneo a rimodellare l’intero assetto organizzativo e imprenditoriale delle società.

CHE COSA È NECESSARIO FARE

Per andare esente da tale responsabilità, la società deve aver adottato un efficace Modello di organizzazione, gestione e controllo, idoneo a prevenire i reati previsti – tra cui molti che interessano, già oggi, anche il settore agroalimentare, sia pure al di fuori del c.d. diritto penale alimentare (basti pensare ai reati tributari, ai reati societari ai reati in materia di salute e sicurezza sul lavoro etc.) –e aver affidato la vigilanza sull’osservanza e l’efficacia del Modello a un organismo indipendente.

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Mattia Miglio. Avvocato presso lo Studio Villa Roveda Associati. Laureato in Giurisprudenza è iscritto all’Albo degli avvocati di Milano. Si occupa di diritto penale dell’economia e dei profili concernenti la responsabilità amministrativa degli enti ai sensi del D. Lgs. n. 231/2001.

Andrea Scarpellini. Avvocato presso lo Studio Villa Roveda Associati. Laureato in Giurisprudenza e in Economia e Commercio è iscritto all’Ordine degli Avvocati di Milano. È abilitato al patrocinio dinanzi alle Giurisdizioni Superiori. Possiede una significativa esperienza in società di consulenza di rilevanza internazionale (Arthur Andersen, Ernst & Young) e in primari studi legali. È esperto di diritto penale.

Filippo de Bartolomeis, Avvocato presso lo Studio Villa Roveda Associati, è laureato in Giurisprudenza con Master di Specializzazione in “Crisi di impresa e Procedure Concorsuali nell’attuale contesto normativo e di mercato” della Business School de Il Sole 24 ore. È iscritto nell’Albo di Milano. Svolge l’attività di consulenza e assistenza giudiziale e stragiudiziale in materia tributaria, commerciale e societaria.

 

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