CUCINARE PER RICOMINCIARE. UN PROGETTO PER RICOMINCIARE

Nella foto di copertina: Elena Riva, Presidente di Panino Giusto, e il gruppo di Cucinare per ricominciare

RESPONSABILITÀ SOCIALE, INCLUSIONE, PROFESSIONALIZZAZIONE. E UNA SOLUZIONE ETICA AL PROBLEMA DELLA CARENZA DI PERSONALE

#opportunità #sociale #soluzioni

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COINVOLGIMENTO DI GRANDI AZIENDE DELLA RISTORAZIONE PER FORMAZIONE TIROCINI, ASSUNZIONI

Si chiama “Cucinare per ricominciare” e il suo obiettivo è quello di dare a giovani migranti, rifugiati nel nostro Paese, una reale possibilità di integrarsi attraverso un progetto di formazione e tirocinio, cui segue l’assunzione. «È una realtà nata nel 2015, durante la guerra in Siria – spiega Elena Riva, presidente di Panino Giusto e responsabile del progetto, in collaborazione con la Fondazione AVSI e la Cooperativa Farsi Prossimo. – In quel momento ci siamo chiesti che cosa potevamo fare concretamente. Una domanda che si ripropone oggi, altrettanto drammatica, alla luce del conflitto in Ucraina».

“UN’OPPORTUNITÀ VIRTUOSA PER LE REALTÀ HORECA E LE AZIENDE ITALIANE”

SINERGIA IMPRENDITORIALE

10 mesi di formazione e tirocinio in azienda. Un progetto che dal 2016 al 2019 ha dato a tanti giovani ragazzi e ragazze la possibilità di entrare nel mondo della ristorazione. «Si parte con un corso base di lingua italiana – spiega Elena – a cui seguono 160 ore di formazione, certificazione HCCP compresa. Abbiamo coinvolto molte realtà imprenditoriali –dall’Accademia Panino Giusto a Lavazza, a realtà non F&B come Sephora e Calliope – con approfondimenti su softskill e empowerment femminile».

RESPONSABILITÀ SOCIALE WIN WIN

Il progetto – che è valso a Elena Riva un invito all’ONU – è pronto a ripartire. «Quanto sta succedendo in Ucraina sta creando rifugiati che dovranno trovare posto in Europa. Credo che questo progetto, replicabile e interamente finanziato da privati, che forma persone motivate a intraprendere un percorso di crescita, potrà essere un’opportunità straordinaria anche per le aziende italiane che oggi si trovano a dover affrontare una crisi di personale specializzato».

 

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