A CARO PREZZO

Nella foto in copertina: Da sinistra Alessandro Nucara, Vincenzo Ferrieri e Giorgio Carlino

INFLAZIONE, MATERIE PRIME, ENERGIA. I COSTI SALGONO E I PREZZI? NE ABBIAMO PARLATO CON ALESSANDRO NUCARA, DIRETTORE DI FEDERALBERGHI, VINCENZO FERRIERI, PRESIDENTE UBRI E GIORGIO CARLINO, SEGRETARIO RETE DISTRIBUTORI HORECA

di Paolo Andreatta

#mercati #scenari #crisi

Tempo di lettura: 5 minuti

Mai come oggi una convergenza unica di fattori sta guidando l’aumento dei prezzi in maniera preoccupante. Le materie prime continuano la loro corsa al rialzo a doppia cifra: +83,9% l’energia elettrica, +94% i fertilizzanti, +17,8% la cellulosa, +14,4% il vetro, +108,3% il gas, secondo i dati registrati da Prometeia Rapporto Commodity Marzo 2022. Un quadro che porterà la bolletta energetica del comparto produttivo – proietata verso i 57 miliardi di euro – alla cifra record di +47%, come sottolineano gli analisti di EnergRed. Un rincaro a cui si aggiungono i costi di spedizione in aumento, la carenza di autisti qualificati, manodopera e personale stagionale, una domanda da parte dei consumatori, in particolare di quelli stranieri, imprevedibile e intermittente.

“LA FILIERA STA FUNGENDO DA CALMIERE DEI PREZZI. MA QUANTO POTRÁ DURARE”

 

SERVIZI DI RISTORAZIONE

Var% sullo stesso mese dell’anno precedente

grafico_risto

NON ELASTICITÀ DEI PREZZI A VALLE

Costi che incidono con aumenti medi a doppia se non tripla cifra e che, ad oggi, sono stati per lo più assorbiti dalla filiera che ha di fatto calmierato i prezzi. «Al momento – spiega Alessandro Nucara, Direttore di Federalberghi – il rincaro dei listini al consumatore è stato minimo. Sul fronte energia in particolare, invece, stiamo pagando con numeri impressionanti. I nostri albergatori erano abituati a negoziare un prezzo ad hoc. Negoziazione che al rinnovo dei contratti è completamente saltata, con rincari anche del 200%-300%».

 

CON LE MANI LEGATE

Il potenziale rialzo dei prezzi al consumatore sconta oggi una difficoltà congiunturale. «Il potere d’acquisto delle famiglie è diminuito e quella fetta di turisti stranieri che valeva il 50% del totale è lungi dall’essere ai livelli pre pandemia. Soprattutto per quanto riguarda il mercato alto spendente – continua Nucara. – Mancano Russia, Cina, Giappone, Indonesia. Ci sarebbe la necessità di ritoccare i prezzi in maniera importante. Ma ora non è possibile». Anche se, fa notare Bruna Boroni Director Industry Away From Home di TradeLab, «un aumento dei prezzi sarebbe visto in maniera meno negativa nell’Horeca rispetto alla GDO».

+47% sul 2020 bolletta del comparto produttivo italiano onte: analisi EnergRed

+47% SUL 2020

BOLLETTA DEL COMPARTO PRODUTTIVO ITALIANO

Fonte: analisi EnergRed

+6,5% prezzi al consumo marzo 2022/2021 Fonte: FIPE /Confcommercio

+6,5%

PREZZI AL CONSUMO

MARZO 2022/2021

Fonte: FIPE /Confcommercio

+3,8%  prezzi servizi di ristorazione commerciale (bar, ristoranti, pizzerie, ecc.) marzo 2022/2021 Fonte: FIPE /Confcommercio

+3,8%

PREZZI SERVIZI

DI RISTORAZIONE COMMERCIALE

     (BAR, RISTORANTI, PIZZERIE, ECC.)     

MARZO 2022/2021

Fonte: FIPE /Confcommercio

+10% prezzi f&B canale distributivo Horeca

+10%

PREZZI F&B CANALE DISTRIBUTIVO HORECA

RINCARI CALMIERATI DALLA FILIERA

FIPE parla di un livello generale di prezzi al consumo aumentato, a marzo 2022, del +6,5% sullo stesso mese dell’anno precedente; del +3,8% per i servizi di ristorazione commerciale. «Un rialzo – chiarisce Nucara – figlio più del fatto che nel 2020 e 2021 i prezzi si sono depressi. Cifre che poco hanno a che vedere con l’aumento reale dei costi di produzione». Costi che, per la ristorazione strutturata di catena, pesano anche per un +30%. «Oggi si lavora senza poter più programmare – dichiara Vincenzo Ferrieri, Presidente UBRI. – I fornitori non bloccano più i listini e fare calcoli di gestione è complicato. Abbiamo diminuito la frequenza delle consegne ai punti vendita. Ma questo vuol dire aumentare i costi di magazzino. Abbiamo ricalibrato le grammature, rivisto le ricette. Stiamo cercando sinergie di acquisto. L’unica soluzione è diventare più efficienti».

“UN AUMENTO DEI PREZZI È VISTO IN MANIERA MENO NEGATIVA NELL’HORECA RISPETTO ALLA GDO”

FATTORE PREZZO NELL’HORECA

«Il fattore prezzo – fa notare Mario Carbone, Account Director IRi – incomincia a diventare rilevante anche nel canale distributori, dove agli effetti inflattivi si aggiunge anche un effetto di trading up, legato a categorie di prodotto dal valore più alto. Alla fine, però, si dovrà scontare anche fino a 6 o 7 punti percentuali sulla crescita prevista per il 2022» «La categoria che ha subito rincari più forti – spiega Giorgio Carlino, Segretario di Rete Impresa Distributori Horeca –è quella relativa al food e ai prodotti della catena del freddo. Per il beverage dipende dalla categoria: la birra è salita del 3,5%, l’acqua in PET sconta l’andamento del petrolio. Parliamo di rincari che grazie al lavoro del mondo distributivo si sono fermati intorno a una media del 10%. Minore che in molti altri ambiti. I locali ad oggi hanno cercato di evitare di ripercuotere il tutto sullo scontrino, ma credo che a breve saranno costretti a farlo, per mantenere un minimo di marginalità».

I PREZZI NEI SERVIZI DI RISTORAZIONE

(mar. 2021 – mar. 2022 var. % congiunturali)

 

grafico_prezzi_2

 

UN AUMENTO STRUTTURALE

Sul fatto che l’aumento che stiamo vivendo oggi sia destinato a restare concordano tutti. «Si tratta di un dato strutturale – chiarisce Vincenzo Ferrieri. – Non mi aspetto in generale un vero ritorno alla normalità. La crisi sta generando una nuova normalità fatta di maggiore instabilità geopolitica e incertezza diffusa. Bloccare i prezzi, per esempio, in futuro sarà sempre più difficile».

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