MERCATO DELLE BEVANDE ANALCOLICHE

di David Dabiankov Lorini

Il bilancio italiano del 2025

Nel panorama del consumo fuori casa in Italia, il segmento delle bevande analcoliche sta attraversando una fase di trasformazione. L’evoluzione dei gusti, una crescente attenzione al benessere e una costante spinta all’innovazione hanno contribuito, nell’ultimo anno, a garantire una sostanziale tenuta del settore, nonostante le incertezze e il rallentamento generale che hanno caratterizzato il food & beverage.

Sostanziale stabilità

In questo contesto, il mercato delle bevande analcoliche nel 2025 ha saputo mantenere una certa stabilità, seppure faticosa, che si è tradotta in un +1% a valore e -1,5% a volume come media dei canali GDO, Cash & Carry e Grossisti Horeca. L’estate particolarmente negativa, con il mese di agosto che ha registrato un calo dei volumi dell’11,3%, ha evidenziato in modo netto le preoccupazioni dei cittadini e il conseguente indebolimento del potere di acquisto.

Chiaramente ne ha sofferto anche il fuori casa, che ha segnato a volume un -4,9% nel Cash & Carry e un -1,3% nei canali dei Grossisti Horeca.Nel 2025 i diversi segmenti hanno mostrato andamenti diversi: accanto alla crescita degli energy drink (+11,3%) e alla sostanziale stabilità di limonate, cole, toniche e gassose, si sono registrati cali significativi per gli aperitivi e cocktail analcolici (-7,4%), bevande isotoniche (-7,5%), chinotti (-7,2%), pompelmo (-5,6%), aranciate (-4,7%) e tè freddi (-4,3%).

Un contesto dinamico

Le aziende della filiera si trovano oggi ad operare in un contesto di grande incertezza ma allo stesso tempo dinamico, in cui occorre gestire molteplici fattori e variabili in continua evoluzione. Per affrontare questa fase, è fondamentale rafforzare la fiducia, con la consapevolezza che la categoria ha ancora margini di crescita interessanti. Favorire lo sviluppo del mercato significa valorizzare il lavoro di tutti gli operatori della filiera, creare maggiore collaborazione tra le parti e individuare con precisione gli elementi che generano competitività. Serve rafforzare il mercato, non indebolirlo con ulteriori costi e tasse. In questo senso, la rimozione di minacce costanti come l’introduzione di Sugar tax e Plastic tax (l’entrata in vigore di entrambe è prevista al 1° gennaio 2027) diventa prioritaria, così da evitare nuove incertezze e prevenire le contrazioni significative che tali misure potrebbero generare sul Settore.