CONSUMI FUORICASA, COSA ASPETTARCI

IL MONDO HORECA È IN FASE DI RIPRESA. IL TREND A VALORE FA BEN SPERARE. MA QUANTO INFLUIRANNO INFLAZIONE, CRISI ENERGETICA E AUMENTO DELLE MATERIE PRIME? E QUALI LE CATEGORIE SU CUI PUNTARE? ECCO IL QUADRO DEI PRINCIPALI DATI DI MERCATO

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C’è un dato, essenziale per analizzare in profondità le prospettive future del mercato Horeca, su cui concordano tutti i principali player nel campo delle ricerche di mercato. Un elemento che, per altro, gioca a favore di una visione ottimista per il futuro dell’Horeca. «La spesa fuoricasa – osserva infatti Bruna Boroni, Director Industry Away From Home di TradeLab – è oggi considerata un investimento in relazioni, un premio che ci concediamo dopo tanti mesi di privazioni». Un premio al quale gli italiani, anche nel pieno di una crisi, non vogliono rinunciare. Dello stesso avviso è Matteo Figura, Foodservice Director Italia di NPD Group: «Socializzare –spiega Figura – è oggi il motivo principale del consumo fuoricasa (31,7%), specialmente con altri membri della famiglia, seguito da una motivazione edonistica (29,8%). Le motivazioni funzionali, invece, sono meno importanti».

“SOCIALIZZAZIONE ED EDONISMO SONO OGGI I PRINCIPALI ASSET MOTIVAZIONALI DEL CONSUMO FUORICASA”

53% DEI CONSUMATORI PREFERISCONO  RISTORANTI CHE OFFRONO PROMOZIO

53%

DEI CONSUMATORI PREFERISCONO

RISTORANTI CHE OFFRONO PROMOZIONI

+4,4% CRESCITA TARGET FAMIGLIE CANALE HORECA 2021 VS 2019

+4,4%

CRESCITA TARGET FAMIGLIE

CANALE HORECA 2021 VS 2019

CONSUMI STABILI IN TEMPO DI CRISI

In questo senso, la lettura affiancata delle previsioni di oggi con quanto già accaduto durante la crisi sostenuta dagli italiani tra il 2007 e il 2013 – proposta da TradeLab – offre una prospettiva interessante. Allora, infatti, a fronte di un PIL italiano sceso di 8,5 punti percentuali e di una netta riduzione del potere d’acquisto dei consumatori, la spesa degli italiani per servizi legati al mondo dell’Horeca e dell’ospitalità in generale subì una contrazione limitata: -0,4% per i servizi d’alloggio e -1,7% per i servizi di ristorazione, a fronte, per esempio, di un -9,9% relativo al comparto vestiario e calzature e al -43,4% sofferto dal comparto editori (Fonte Istat).

PERIODI DI CRISI A CONFRONTO

Variazione in termini reali dei consumi delle famiglie tra il 2007 e il 2013

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PROSPETTIVE 2022

Cosa aspettarci dunque per il 2022? Le stime concordano su un trend in crescita. Trend già iniziato a luglio 2021. TradeLab prevede una netta riduzione del gap negativo rispetto al 2019, con percentuali che dal -23% del 2021 dovrebbero scendere a un -4%. Per tornare in positivo nel 2023: +3%. «Servirà, però, – chiarisce Bruna Boroni – una capacità di lettura più granulare e dinamica del mercato per identificare cambiamenti e nicchie di opportunità». Opportunità e strategie che dovranno fare i conti con una situazione finanziaria che influirà sulle scelte dei consumatori. Il 53% degli italiani, secondo la ricerca firmata da NPD Group, preferiranno ristoranti che offrono promozioni. Una preferenza già cresciuta nel 2021 sul 2019 di 3 punti percentuali (dati NPD Group, Foodservice Sentiment Study).

L’ANDAMENTO DEL 2021

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A VALORE, NON A VOLUME

Recupero confermato anche dall’analisi di IRi relativa al mondo distributivo Horeca. «Per il 2022 – sottolinea Mario Carbone, Account Director IRi – prevediamo un completamento del recupero delle perdite degli ultimi anni con un +13,5% sul 2021. Sarà però un recupero a valore, trainato dai prezzi, dove si andrà a scontare, per effetto dell’inflazione dell’apprezzamento dell’offerta, fino a 6-7 punti percentuali». Il fattore prezzo, infatti, è ormai elemento rilevante nel canale, rintracciabile soprattutto nelle categorie differenzianti. Birra e vino hanno visto aumentare, dal 2019 al 2021, il loro prezzo medio al litro del +2% e +4,5%, gli alcolici sono cresciuti addirittura a doppia cifra: +11,2% e +8,4% per aperitivi e vermouth.

MOTIVAZIONI DEL CONSUMO FUORICASA

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RISTORANTI, HOTEL E FAMIGLIE

In termini di canali di sbocco, ristoranti e hotel sono tra le categorie caratterizzate dalle migliori performance, con tassi di recupero sostenuti. Al contrario pub, birrerie e pizzerie faticano a riprendere i tassi pre Covid. In particolare fanno bene i ristoranti di fascia medio-alta che, secondo i dati di TradeLab relativi alle occasioni di consumo da luglio a dicembre 2021, hanno raccolto oltre il 40% della spesa fuoricasa sia per quanto riguarda il pranzo sia per quanto concerne la cena. Se la sostenibilità si conferma la grande richiesta del consumatore, il nuovo target più presente sul mercato emerso durante il 2021, secondo l’analisti di NPD Group (dati: CREST), sono le famiglie. Un target a cui guardare con rinnovato interesse per l’Horeca post pandemia, cresciuto di un +4,4% in termini di visite nel 2021 sul 2019.

 

SOSTENIBILITÀ IN TESTA ALLE RICHIESTE

Più di ¾ degli intervistati ritiene che i ristoranti dovrebbero focalizzarsi di più sulla sostenibilità. Questi gli aspetti più importanti per i consumatori sui quali dovrebbero agire i ristoratori.

“LE FAMIGLIE SONO IL NUOVO TARGET PIÙ PRESENTE SUL MERCATO HORECA”

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TREND MERCATO AFH (MIO DI €) /SUL 2019

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VENDITE DISTRIBUTORI NEL CANALE HORECA

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PRODOTTI TRAINANTI

A qualificare l’offerta sono soprattutto gin, aperitivi alcolici, tonic e ginger, che vivono anche una notevole crescita assortimentale. Categorie che hanno raggiunto nel 2022 performance a valore superiori a quelle del 2019, come fa notare IRi. Non solo: gin, tequila, porto, rhum, cognac e RDT fanno registrare valori in aumento anche a volume. A trainare la crescita, a ben vedere, è il mondo della mixology, sempre più centrale nell’offerta merceologica e nella richiesta dei consumatori. «Un mondo – conclude Mario Carbone – che sta contribuendo all’innovazione e alla premiumizzazione delle vendite dell’intera filiera».

VENDITE DISTRIBUTORI NEL CANALE HORECA

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“WHITE SPIRITS, COGNAC E RTD HANNO AMPLIAMENTE SUPERATO LE PERFORMANCE PRE PANDEMICHE”

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